Analisi dell'ultima sigaretta di Italo Svevo
L'ultima sigaretta è uno degli episodi più significativi de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, che descrive la lotta del protagonista contro il vizio del fumo. Dopo un mal di gola, a Zeno viene imposto di non fumare mai più, ma il divieto amplifica il desiderio, creando un circolo vizioso che riflette la psicologia del protagonista e la sua incapacità di liberarsi dalle dipendenze. L'episodio rappresenta una metafora della condizione umana e della lotta tra volontà e desiderio.
Il vizio irresistibile e il divieto
In un episodio particolare, dopo un fastidioso mal di gola, al protagonista viene imposto duramente di non toccare mai più una sigaretta, vizio che lui non riesce però in alcun modo a sradicare.
Il divieto esterno, invece di aiutare Zeno a liberarsi dal vizio, ha l'effetto opposto: amplifica il desiderio, rendendo il fumo ancora più irresistibile. Questo fenomeno psicologico riflette la teoria secondo cui l'oggetto proibito diventa più desiderabile.
Zeno mostra il proposito invano di smettere ma ogni volta cede inevitabilmente al vizio trovando scuse e giustificazioni improponibili, per ingannare innanzitutto gli altri ma soprattutto se stesso.
L'ansia e la febbre come sintomi dell'astinenza
Dopo alcuni giorni di astinenza, Zeno sembra infatti convinto che a causare la sua ansia e la febbre sia l'assenza del fumo, ricavando l'unica cura possibile proprio nell'ultima sigaretta.
Questa convinzione riflette la psicologia dell'autoinganno: Zeno attribuisce i suoi malesseri all'astinenza piuttosto che riconoscere che il fumo stesso potrebbe essere la causa dei suoi problemi.
Il protagonista trasforma il vizio in medicina, creando una giustificazione razionale per continuare a fumare, dimostrando la sua capacità di autoinganno e di razionalizzazione dei propri comportamenti.
Il circolo vizioso delle date memorabili
Zeno cerca di imporsi poi date importanti, memorabili per terminare questa frustrante dipendenza, ma finisce sempre per fumare quella famosa ultima sigaretta, trovandosi quindi in un circolo vizioso che non terminerà probabilmente mai.
Ogni data promessa diventa un'altra occasione mancata, un'altra ultima sigaretta che non è mai veramente l'ultima. Questo meccanismo riflette l'incapacità di Zeno di mantenere le proprie promesse, anche a se stesso.
Il circolo vizioso rappresenta una metafora della condizione umana, dove le buone intenzioni si scontrano con la debolezza della volontà, creando un loop infinito di promesse e fallimenti.
Il divieto come amplificatore del desiderio
Il divieto del fumo non fa altro che moltiplicare nell'animo di Zeno la forza del desiderio e come avviene nelle tipiche tragedie classiche, questo si verifica perché l'oggetto della brama è proibito.
Questo meccanismo psicologico riflette il paradosso del divieto: più qualcosa è vietato, più diventa desiderabile. Il divieto esterno non aiuta Zeno a liberarsi dal vizio, ma lo rende ancora più schiavo.
La proibizione esterna si trasforma in una sfida interiore, dove Zeno deve affermare la propria autonomia di fronte alle imposizioni altrui, anche se questo significa cedere al vizio.
La visione del padre e la rivendicazione del piacere
Infatti, nella visione del padre con il sigaro in bocca provoca nel protagonista la reazione opposta, egli vuole affermare il diritto di avere una sua parte di piacere e vuole esorcizzare il piegarsi alla volontà altrui.
La figura del padre con il sigaro rappresenta un modello di autorità che gode di privilegi negati al figlio, creando un conflitto generazionale e una rivendicazione di autonomia.
Zeno vuole affermare il proprio diritto al piacere, rifiutando di sottomettersi alle imposizioni altrui, anche se questo significa cedere al vizio. Questa rivendicazione riflette la psicologia dell'adolescenza e del conflitto con l'autorità.
L'autoinganno e la razionalizzazione
Il protagonista mostra una straordinaria capacità di autoinganno, trovando sempre scuse e giustificazioni per continuare a fumare, anche quando sa che dovrebbe smettere.
Questa capacità di razionalizzazione riflette la psicologia di Zeno, che è in grado di trasformare ogni situazione in una giustificazione per il proprio comportamento, creando una realtà parallela dove il vizio diventa necessario.
L'autoinganno diventa una strategia di sopravvivenza, che permette a Zeno di continuare a fumare senza dover affrontare la realtà della propria dipendenza e della propria debolezza.
La metafora della condizione umana
L'episodio dell'ultima sigaretta rappresenta una metafora della condizione umana, dove le buone intenzioni si scontrano con la debolezza della volontà, creando un circolo vizioso di promesse e fallimenti.
Il vizio del fumo diventa simbolo di tutte le dipendenze umane, fisiche e psicologiche, che l'uomo non riesce a superare nonostante le buone intenzioni e i divieti esterni.
La lotta di Zeno contro il fumo riflette la lotta universale dell'uomo contro le proprie debolezze, una lotta che spesso si conclude con la sconfitta, ma che rivela la complessità della natura umana.
Lo stile e la tecnica narrativa
Svevo utilizza una tecnica narrativa che unisce ironia e psicologia, descrivendo con precisione i meccanismi mentali di Zeno senza giudicarlo, ma semplicemente osservandolo.
Lo stile riflette l'influenza della psicanalisi su Svevo, che utilizza la narrazione per esplorare i meccanismi inconsci della mente umana, rivelando le contraddizioni e le debolezze del protagonista.
L'ironia sveviana emerge dalla distanza critica con cui l'autore osserva il protagonista, rivelando le contraddizioni e le debolezze umane senza moralismo, ma con comprensione e umorismo.
Conclusione
L'ultima sigaretta rappresenta uno degli episodi più significativi de La coscienza di Zeno, che descrive la lotta del protagonista contro il vizio del fumo attraverso un circolo vizioso di promesse e fallimenti. Il divieto esterno amplifica il desiderio, creando un meccanismo psicologico dove l'oggetto proibito diventa più desiderabile. La visione del padre con il sigaro provoca in Zeno una rivendicazione del diritto al piacere, rifiutando di sottomettersi alle imposizioni altrui. L'episodio rappresenta una metafora della condizione umana, dove le buone intenzioni si scontrano con la debolezza della volontà, rivelando la complessità della natura umana attraverso l'ironia e la psicologia sveviana.
