Analisi di due poesie medievali: Cielo d'Alcamo e Guido Guinizzelli
L'analisi comparativa di "Rosa Fresca Aulentissima" di Cielo d'Alcamo e "Al cor gentil rempaira sempre amore" di Guido Guinizzelli offre uno sguardo approfondito sulle tecniche poetiche medievali. Questi due componimenti rappresentano due correnti diverse della poesia italiana del Duecento: la poesia giullaresca e la poesia cortese, dimostrando la ricchezza e la varietà della tradizione letteraria medievale.
Il contrasto di Cielo d'Alcamo: Rosa Fresca Aulentissima
"Rosa Fresca Aulentissima" di Cielo d'Alcamo è un dialogo, un contrasto tra un corteggiatore intraprendente e risoluto e una donna che inizialmente ostenta un atteggiamento di sufficiente superiorità, ma poi cede alle lusinghe del corteggiatore. Il contrasto, come tipo di componimento, era già presente nella poesia provenzale, ma qui assume caratteristiche tipicamente italiane.
Il componimento è stato composto tra il 1231 e il 1250, periodo di grande fermento letterario in Italia. La struttura è caratterizzata da strofe di 5 versi per ogni battuta, legate fra loro con la tecnica della ripresa. Ogni strofa è composta da 3 alessandrini (due settenari, il primo sempre sdrucciolo) e da 2 endecasillabi, tutti monorimi secondo lo schema AAABB.
Il poeta dimostra di essere colto ed esperto nelle tecniche di versificazione: i frequenti provenzalismi e gallicismi, l'eco di formule tipiche della poesia cortese rivelano che il poeta ha dimestichezza con la produzione d'oltralpe. Il testo poteva essere cantato o recitato e ritrovava la mimesi del quotidiano in un pubblico popolare, ma si tratta di un testo giullaresco che poteva interessare anche un pubblico colto.
La canzone di Guido Guinizzelli: Al cor gentil rempaira sempre amore
"Al cor gentil rempaira sempre amore" di Guido Guinizzelli è una canzone di 6 stanze, ciascuna composta da 10 versi. La struttura metrica segue lo schema ABAB per la fronte (composta da 2 piedi uguali, tutti endecasillabi) e cDcEdE per la sirma (che alterna endecasillabi e settenari).
La canzone presenta la tecnica delle coblas capfinidas (tranne tra la quinta e la sesta stanza), dove l'ultimo verso di una stanza viene ripreso all'inizio della successiva. Si nota inoltre una frequente ripetizione di rime in stanze successive (come "ore" nelle prime tre stanze) e la presenza di rime identiche. La rima "natura-'nnamora" è di origine siciliana, dimostrando l'influenza della Scuola Siciliana sulla poesia di Guinizzelli.
Questa canzone rappresenta uno dei testi fondamentali del Dolce Stil Novo, movimento poetico di cui Guinizzelli è considerato il precursore. Il tema del "cor gentile" diventa centrale nella poetica stilnovista, dove l'amore è riservato solo a coloro che possiedono un'anima nobile per natura.
Confronto tra le due poetiche
Il confronto tra queste due poesie evidenzia la diversità delle correnti poetiche medievali. Cielo d'Alcamo rappresenta la tradizione giullaresca, caratterizzata da un linguaggio più popolare, da situazioni concrete e quotidiane, e da un tono spesso ironico e scherzoso. La poesia giullaresca si rivolgeva a un pubblico ampio, mescolando elementi colti e popolari.
Guido Guinizzelli, invece, rappresenta la tradizione cortese e stilnovista, caratterizzata da un linguaggio raffinato, da temi elevati e spirituali, e da una concezione aristocratica dell'amore. La sua poesia si rivolgeva a un pubblico colto e raffinato, capace di apprezzare le sottigliezze tecniche e filosofiche.
Entrambe le poesie dimostrano però la maturità tecnica raggiunta dalla poesia italiana nel Duecento, con l'uso sapiente di metri complessi, di rime elaborate e di strutture formali raffinate. Questa varietà e ricchezza tecnica testimonia la vitalità della tradizione letteraria italiana alle sue origini.
