ItalianoScuola Superiore

Analisi e Tematiche di "L'uomo dal fiore in bocca" di Pirandello

Pubblicato il 28/05/2025
Luigi PirandelloL'uomo dal fiore in boccateatro pirandellianorelativismomorteepiteliomateatro nel teatrodramma modernoletteratura novecentescaNovelle per un anno

L'opera "L'uomo dal fiore in bocca" di Luigi Pirandello, derivante dalla novella "La morte addosso", rappresenta un testo teatrale di un unico atto breve ma emotivamente intenso. Ambientata in un bar di una piccola stazione provinciale, l'opera esplora la drammaticità della consapevolezza della morte e il relativismo della realtà, evidenziando come la morte trasformi la percezione del mondo e delle piccole cose quotidiane.

La struttura e l'ambientazione dell'opera

L'uomo dal fiore in bocca venne pubblicata nel 1923 attraverso un unico atto di breve lunghezza ma colma di emotività ed elevata tragicità. Il tutto si svolge in un ambiente semplice, si tratta di un bar di una piccola stazione provinciale. Era un luogo molto semplice e lì si incontrarono due uomini ed iniziarono a parlare a notte fonda.

I due uomini parlano di argomenti comuni, quasi quotidiani come aver ritardato e di conseguenza il treno è stato perso, oppure gli acquisti che dovevano fare alle rispettive mogli o ancora l'eleganza che avevano i commessi nel confezionare i regali. Ma è solamente uno dei due uomini che parla perché l'altro è intento ad ascoltarlo e a fare battute scontate. Per questo motivo è come se fosse un monologo.

L'ambientazione dell'opera è molto minimale e semplice, perché vuole esaltare soprattutto la psicologia dei personaggi. Questa scelta stilistica permette a Pirandello di concentrarsi sulla dimensione interiore dei personaggi e sulle loro riflessioni esistenziali, piuttosto che su elementi scenografici o narrativi complessi.

Il dramma del protagonista e il significato del fiore

Pian piano, durante il monologo, il primo uomo riferisce all'altro uomo una verità atroce: il poveruomo era appena venuto a conoscenza di essere affetto da un epitelioma, ovvero un tumore al cavo orale, che lo avrebbe condotto alla morte tra non molto tempo. L'uomo descrive questo tumore in tutti i suoi particolari, descrivendolo come un fiore dolce ma maligno.

Per questo motivo l'uomo affetto dal tumore spiega al suo interlocutore che, a causa di questo suo male, lui vorrebbe ritrovare se stesso facendosi conoscere da persone sconosciute per quello che è e non per la sua malattia. Le persone a lui care sanno del suo male e quindi è come se lo compatissero; mentre gli sconosciuti non sanno della sua situazione e gli permettono di essere libero ed affermare la sua personalità.

L'uomo malato cerca di sfuggire da tutti i suoi cari, perfino dalla moglie, la quale vorrebbe stargli vicino fino all'ultimo istante. Invece l'uomo vuole allontanarla perché non vuole fare la vittima ma vuole staccarsi da questa sua condizione. Alla fine, i due uomini conversano e si scambiano saluti formali, raccomandandosi di cogliere un "cespuglietto di erba su la proda, ne conti i fili per me... Quanti fili saranno, tanti giorni ancora io vivrò" in modo tale da mantenere il buonumore nonostante la situazione difficile.

I personaggi e le loro tipologie

I personaggi de L'uomo dal fiore in bocca rappresentano due tipologie di persone: Il cliente abitudinario raffigura la persona comune, che affronta giornalmente dei momenti difficili più o meno gravi e, a causa di ciò, vive la vita con estrema ripetitività e mediocrità non dando importanza alle cose.

Mentre l'uomo con il fiore in bocca (che si riferisce al tumore) rappresenta quella tipologia di persone che conosce il suo destino, già segnato da una morte precoce. Questa presa di coscienza sulla morte, gli ha permesso di aprire realmente gli occhi e di capire che anche le piccole cose hanno bisogno di essere vissute.

La contrapposizione tra questi due personaggi riflette la differenza tra chi vive la vita in modo superficiale e chi, di fronte alla morte, acquisisce una consapevolezza profonda del valore di ogni momento e di ogni esperienza. Questa contrapposizione è centrale nella poetica pirandelliana e riflette il tema del relativismo della realtà.

Le tematiche principali dell'opera

La tematica fondamentale affrontata da Pirandello in L'uomo dal fiore in bocca è proprio la drammaticità che vive l'uomo pensando alla morte. Proprio da qui emergono le tematiche più importanti della poetica di Pirandello: Il relativismo della realtà. La quotidianità inizialmente risulta banale agli occhi della gente ma, in questi casi, quando la morte inizia a prevalere, ogni singola cosa diventa fondamentale e quindi bisogna viverla a pieno.

L'incomprensione tra gli uomini che però viene modificata dal modo di vedere individuale. Ogni persona nella vita, crea una propria dimensione e un proprio modo di pensare che però non possono essere esprimibili. In L'uomo dal fiore in bocca, l'autore cerca di descrivere all'interno dell'opera in che modo l'uomo cerca di porsi di fronte alla morte.

Mette in evidenza come la morte è predominante, riesce a modificare qualsiasi cosa, anche la visione personale del mondo. Di fronte alla morte, anche le piccole cose iniziano ad avere un'importanza immane. Questa trasformazione della percezione riflette il relativismo pirandelliano, secondo cui la realtà non è oggettiva ma dipende dalla prospettiva individuale e dalle circostanze personali.

Lo stile e la tecnica narrativa

Il repertorio lessicale e la sintassi dell'opera teatrale L'uomo dal fiore in bocca non attribuiscono alla scrittura una determinata intensità. Invece il ritmo viene marcato dai periodi che, attraverso rallentamenti, pause e riprese, danno forza alla narrazione.

Lo stile è caratterizzato da un uso sapiente di pause e riprese che conferiscono intensità alla narrazione, senza appesantirla con un lessico complesso. Questa tecnica permette a Pirandello di creare un'atmosfera di tensione e di riflessione, dove il silenzio e le pause diventano altrettanto significativi delle parole pronunciate.

La struttura monologica dell'opera, dove un personaggio parla mentre l'altro ascolta, permette a Pirandello di esplorare la dimensione interiore del protagonista e di riflettere sui temi esistenziali senza la necessità di un'azione drammatica complessa. Questa scelta stilistica riflette la poetica pirandelliana, che privilegia l'analisi psicologica e la riflessione filosofica rispetto all'azione e all'intreccio narrativo.