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Giuseppe Parini: satira e critica sociale nell'Illuminismo italiano

Pubblicato il 14/06/2025
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Giuseppe Parini è uno dei più importanti scrittori del Settecento italiano, noto per le sue opere ispirate al pensiero illuministico, come le Odi civili e Il Giorno. Prelato per necessità più che per vocazione, Parini critica duramente la nobiltà del suo tempo per la sua oziosità, vuotezza e improduttività, utilizzando la satira per deridere gli usi e costumi dei nobili. La sua opera principale, Il Giorno, rappresenta una parodia dell'epopea classica, trasformandola nell'epopea del derisorio.

Giuseppe Parini e l'Illuminismo

Giuseppe Parini è un importante scrittore e precettore del XVIII secolo. Nel decennio 1757-1766 Parini compone le sue opere che si ispirano direttamente al pensiero illuministico: le Odi civili e Il Giorno, suo capolavoro.

Prelato per necessità più che per vocazione, è nemico dei dogmatismi e delle superstizioni. Dell'illuminismo accetta il principio fondamentale dell'uguale dignità di tutti gli uomini, basato sulla ragione e sulla legge di natura, anche se sviluppa un atteggiamento controverso verso l'Illuminismo Francese rappresentato da Voltaire e Rousseau.

Parini ne respinge le posizioni antireligiose di cui parla in toni molto duri nel passo del Mezzogiorno, dimostrando una posizione critica ma non completamente rifiutante nei confronti del pensiero illuministico francese.

La critica alla nobiltà e alla società

Oltre all'Illuminismo Francese, Parini critica duramente la classe nobiliare in quanto oziosa, vuota e soprattutto improduttiva sul piano economico, poiché sperpera le ricchezze che derivano dalle sue rendite che sono frutto del lavoro altrui.

Sul piano intellettuale, la nobiltà non adopera il proprio ozio per l'avanzamento della cultura e delle scienze. Sul piano civile, perché non ricopre cariche e magistrature, dimostrando una completa inutilità sociale.

Il poeta delinea la nobiltà come un qualcosa nata dalla violenza, anche se in essa riconosce una funzione sociale, ossia quella di difendere la patria. Questa posizione ambivalente riflette la complessità del pensiero pariniano.

Il Giorno e la satira sociale

Attraverso le sue opere, in particolare Il Giorno, Parini s'incarica di insegnare come riempire, con momenti ed esperienze piacevoli, la vita del Giovin Signore.

Ad accentuare il senso di monotonia è la collocazione della narrazione sempre in ambienti chiusi o ristretti, che riflettono la claustrofobia e la limitatezza della vita nobiliare.

Si può riscontrare nel poeta anche un senso di lussuria descrittiva nei confronti dello stile di vita che fanno parte della sfera quotidiana del Giovin Signore, creando un contrasto tra la ricchezza descrittiva e la povertà morale.

La parodia dell'epopea nel Giorno

Giuseppe Parini nel Giorno fa una satira sul topos letterario, dove introduce una metafora sul Giovin Signore e il precettore-narratore. Lo studioso settecentista Norbert Jonard in Introduzione a Parini scrive sulla parodia dell'epopea nel Giorno.

"Si riconoscono ancora [nel Giorno] lo schema e il linguaggio trasmessi dalla tradizione omerica, ma questo schema e questo linguaggio sono ormai strumenti polemici destinati a contestare l'ordine epico che sono tenuti a esaltare".

Ecco perché Il giorno non è, come il poema eroicomico, la derisione dell'epopea, ma l'epopea del derisorio, e ciò precisamente a causa dell'assenza di valori positivi nella società del Giovin Signore.

La Vergine cuccia e la satira

I passi emblematici, celeberrimi, che ricoprono un ruolo precipuo nell'opera Il giorno sono: Il giovin signore si risveglia, caffè o cioccolata e la Vergine cuccia.

In questi passi lo scrittore mediante l'uso della satira si fa beffa degli usi e dei modi di fare dei nobili, ma allo stesso tempo fa capire il modo in cui si viveva in quel periodo.

Nel passo della Vergine cuccia, la cagnolina morsica il cameriere e quest'ultimo, sferrandogli un calcio, le procura del "dolore". La padrona, per giusta punizione, decide di far licenziare il cameriere, dimostrando la priorità assurda data agli animali rispetto agli esseri umani.

Caffè o Cioccolata: il dilemma

Nel passo Caffè o Cioccolata, il Giovin Signore si ritrova al risveglio con un dubbio precipuo: non sa decidere se deve prendere un caffè, quindi una bevanda con delle micro-calorie, oppure deve prendere una bibita dal gusto dolce, con delle macro-calorie.

Questo dilemma apparentemente banale rappresenta la superficialità e l'indecisione della nobiltà, che si perde in questioni futili mentre ignora i veri problemi sociali.

La scelta tra caffè e cioccolata diventa metafora della vita vuota del Giovin Signore, che non ha decisioni importanti da prendere se non quelle relative ai propri piaceri personali.

Il giovin signore si risveglia

Il passo Il giovin signore si risveglia descrive il risveglio del protagonista, evidenziando la monotonia e la vuotezza della sua esistenza.

Il risveglio non è un momento di energia e di progettualità, ma semplicemente l'inizio di un'altra giornata identica alla precedente, piena di ozio e di futilità.

Questo passo riflette la critica pariniana alla vita improduttiva della nobiltà, che non contribuisce al progresso sociale o culturale, ma si limita a consumare le risorse accumulate.

Parini e William Hogarth

I temi affrontati da Parini ne Il Giorno si ripercorrono in un ciclo pittorico di otto tavole di William Hogarth in cui si narrano le avventure di un "giovin signore", come la carriera del libertino, Tom Rakewell, che riceve una ricca eredità da un ricco mercante.

Nell'opera troviamo una serie di personaggi di una cerchia nobiliare in festa. L'artista rappresenta alcuni soggetti con le spalle rivolte verso l'interlocutore mentre altri sono di profilo, creando un effetto di distanza e di critica sociale.

L'artista oltre ad occuparsi dei movimenti che assumono i personaggi fa un studio dettagliato dell'ambiente circostante, seppur chiuso. Nell'opera si può notare la minuzia nel rappresentare i particolari come lo spartito del pianoforte, riflettendo la stessa attenzione ai dettagli presente nell'opera di Parini.

La struttura narrativa del Giorno

Il Parini non dovette mai avere un disegno generale a cui rapportarsi, gli bastò l'ordine offerto dal naturale succedersi delle ore del giorno da un'alba all'altra.

Questa struttura temporale riflette la monotonia della vita nobiliare, che si ripete identica giorno dopo giorno, senza variazioni significative o momenti di crescita.

La narrazione segue il ritmo circadiano del Giovin Signore, dal risveglio al sonno, creando un effetto di claustrofobia e di ripetitività che sottolinea la vuotezza dell'esistenza descritta.

L'ironia e la critica sociale

La satira pariniana utilizza l'ironia come strumento principale di critica sociale, deridendo gli usi e i costumi dei nobili senza attaccarli direttamente, ma semplicemente descrivendoli.

Questa tecnica ironica permette a Parini di evidenziare le contraddizioni della società nobiliare senza dover ricorrere a toni polemici o aggressivi, creando un effetto più sottile e più efficace.

L'ironia diventa così uno strumento di denuncia sociale, che rivela la vuotezza e l'improduttività della nobiltà attraverso la semplice descrizione della sua vita quotidiana.

Conclusione

Giuseppe Parini rappresenta uno dei più importanti scrittori del Settecento italiano, che utilizza la satira e la critica sociale per denunciare l'oziosità e l'improduttività della nobiltà del suo tempo. La sua opera principale, Il Giorno, rappresenta una parodia dell'epopea classica, trasformandola nell'epopea del derisorio attraverso la descrizione ironica della vita del Giovin Signore. I passi emblematici come Il giovin signore si risveglia, Caffè o Cioccolata e la Vergine cuccia rivelano la superficialità e la vuotezza della vita nobiliare, mentre la struttura narrativa basata sul succedersi delle ore del giorno riflette la monotonia dell'esistenza descritta. L'opera di Parini trova un parallelo nelle tavole di William Hogarth, che rappresentano temi simili di critica sociale attraverso l'arte pittorica, dimostrando la diffusione internazionale di questi temi nell'Europa del Settecento.