I rusteghi: una commedia di Goldoni tra tradizione e innovazione
I Rusteghi è una commedia di Carlo Goldoni, divisa in tre atti e scritta in veneziano, rappresentata per la prima volta nel 1760 a Venezia. La trama ruota attorno a quattro uomini, i "rusteghi", che cercano di mantenere le tradizioni imponendo rigide regole domestiche alle loro mogli. Il conflitto principale nasce dal desiderio di Filippetto di incontrare la sua promessa sposa Lucietta prima del loro matrimonio combinato. L'opera mette in luce la varietà dei personaggi, rompendo con gli stereotipi della Commedia dell'Arte per mostrare diverse personalità e sfaccettature umane.
La struttura e il contesto dell'opera
I "rusteghi" è una commedia, divisa in tre atti, di Carlo Goldoni, originariamente scritta in veneziano. La commedia fu messa in scena per la prima volta nel 1760 al Teatro San Luca a Venezia in occasione della fine del Carnevale; fu pubblicata successivamente nel 1762.
L'opera rappresenta un momento cruciale nella riforma teatrale di Goldoni, che si allontana dalla Commedia dell'Arte per creare personaggi più complessi e sfaccettati, riflettendo la realtà contemporanea nelle sue varie sfaccettature umane.
La scelta del dialetto veneziano riflette l'attenzione di Goldoni per la lingua popolare e per la rappresentazione autentica della società veneziana del Settecento, creando un'opera che unisce tradizione e innovazione.
L'inizio della trama e i personaggi
Ad aprire l'opera troviamo Lucietta, figlia di primo letto, e Margarita, moglie di Lunardo, a lamentarsi di non poter mai uscire di casa. Vengono interrotte dallo stesso Lunardo con la notizia di aver invitato gli altri rusteghi, accompagnati dalle mogli, per la cena della sera stessa.
Il rustego, mandata via malamente la figlia, spiega alla moglie l'accordo fatto con Maurizio, un altro rustego, del matrimonio tra il figlio di quest'ultimo, Filippetto, e Lucietta. Maurizio giunge proprio in quel momento chiedendo a Lunardo un incontro con la giovane da parte del figlio, incontro tuttavia negato.
Questo rifiuto riflette la rigidità delle tradizioni dei rusteghi, che non permettono alcun tipo di relazione o di incontro prima del matrimonio, creando un conflitto tra le aspirazioni dei giovani e le imposizioni degli adulti.
Il desiderio di Filippetto e il piano di Felicia
Successivamente la scena si sposta su Filippetto che si trova a casa di Marina, sua zia, alla quale rivela il suo desiderio di incontrare prima delle nozze la giovane. Marina si stupisce della negazione della richiesta del nipote, che però viene mandato via da Simon, marito di Marina e terzo rustego.
Da questa azione nasce un diverbio tra i due coniugi interrotto dall'arrivo di Felicia, accompagnata dal marito e ultimo rustego Canciano e dall'amico, il conte Riccardo. Quest'ultimo prova a instaurare una conversazione con il silenzioso Canciano, mentre Marina mette al corrente Felicia del desiderio del nipote.
Felicia elabora un piano per far incontrare i promessi sposi, dimostrando la sua abilità e la sua capacità di mediare tra le rigide regole dei rusteghi e le aspirazioni dei giovani. Tuttavia Simon nuovamente manda via tutti in malo modo, dimostrando la sua intransigenza.
I preparativi per la cena e l'incontro
La scena passa di nuovo a Lucietta e Margarita intente a prepararsi per la cena: Lucietta, gelosa dell'abbigliamento della matrigna, riesce a convincerla a farsi dare alcuni oggetti. Vengono nuovamente interrotte dall'arrivo di Lunardo che le rimprovera per il loro abbigliamento fino all'arrivo dei primi invitati, Marina e Simon.
Lunardo viene a sapere che anche Simon è al corrente del futuro matrimonio e i due iniziano una conversazione che quasi sfiora la misoginia, riflettendo l'atteggiamento dei rusteghi verso le donne e la loro volontà di controllare ogni aspetto della vita domestica.
Nel frattempo Marina, con il consenso di Margarita, racconta a Lucietta l'intera faccenda del matrimonio e del piano di Felicia per farli incontrare. Dopo poco giunge infatti la stessa Felicia annunciando l'arrivo di Filippetto: egli giunge mascherato da donna accompagnato dal conte Riccardo. I due giovani si piacciono dal primo sguardo.
L'incontro interrotto e la risoluzione
L'incontro tra i giovani viene bruscamente interrotto dal ritorno improvviso e imprevisto dei tre rusteghi Lunardo, Simon e Canciano. Lunardo annuncia alle donne che il matrimonio si sarebbe fatto in quel preciso momento e che Maurizio era già stato mandato a chiamare il figlio.
Questo torna però trafelato dicendo di non averlo trovato a casa: egli si era infatti nascosto in una stanza con il conte. Scoppia una lite tra gli uomini che si lamentano e incolpano le mogli, tutto si risolve grazie all'intervento di Felicia.
Felicia, con grande abilità retorica, convince i quattro rusteghi che l'accaduto è di gravità minore rispetto a ciò che fanno sembrare e ricorda a tutti il motivo per il quale si trovano insieme, ovvero passare la serata in gioviale compagnia.
Le caratteristiche dei rusteghi
Lunardo, Maurizio, Simon e Canciano sono i quattro rusteghi che danno il nome all'opera. Tutti loro condividono alcuni aspetti in comune: cercano di imporre sulle loro mogli le usanze tradizionali tanto da impedire loro di uscire di casa, non sopportano nessun tipo di relazione con gli estranei e ciò denota una repulsione verso un qualsiasi tipo di conversazione.
Significativo è il fatto che Goldoni sfaccetti tramite loro la stessa tipologia di personaggio, egli vuole infatti rappresentare tutta la realtà contemporanea nelle varie sfaccettature umane, allontanandosi così dalla Commedia dell'Arte che rappresentava solo stereotipi di personaggi.
La figura del rustego quindi, grazie a Goldoni, si amplia e al suo interno si creano diversi personaggi con peculiarità diverse non solo fisicamente ma anche moralmente e psicologicamente, creando una rappresentazione più complessa e realistica della società veneziana.
La descrizione dei personaggi
Lunardo: mercante, marito di Margarita e padre di Lucietta. Da subito si mostra come un personaggio serio, indubbiamente impulsivo e diffidente, ma in alcune battute emerge il suo carattere a volte affettuoso, dimostrando che anche i rusteghi hanno sfaccettature umane.
Maurizio: cognato di Marina e padre di Filippetto, già dalla prima scena in cui compare si evince il suo spirito da mercante e l'ostentata autorità che ha sul figlio. Rappresenta il tipo del rustego autoritario e tradizionalista.
Simon: mercante, marito di Marina. Appena entra in scena mostra di essere il rustego più duro ed inaccessibile, rappresentando l'estremo della rigidità e dell'intransigenza. Canciano: marito di Felicia, è il più debole dei quattro infatti è sottomesso alla moglie. Nonostante sembri taciturno, è molto loquace con gli altri rusteghi, dimostrando che anche tra i rusteghi esistono differenze e sfaccettature.
La riforma teatrale di Goldoni
L'opera rappresenta un momento cruciale nella riforma teatrale di Goldoni, che si allontana dalla Commedia dell'Arte per creare personaggi più complessi e sfaccettati. Goldoni vuole rappresentare tutta la realtà contemporanea nelle varie sfaccettature umane, allontanandosi così dagli stereotipi della Commedia dell'Arte.
La figura del rustego quindi, grazie a Goldoni, si amplia e al suo interno si creano diversi personaggi con peculiarità diverse non solo fisicamente ma anche moralmente e psicologicamente. Questa varietà riflette la complessità della società veneziana del Settecento, creando un'opera che unisce tradizione e innovazione.
La riforma teatrale di Goldoni riflette anche l'attenzione per la lingua popolare e per la rappresentazione autentica della società, creando un'opera che rappresenta non solo i rusteghi, ma anche le loro mogli, i giovani e la società veneziana nel suo complesso.
Il tema del contrasto tra tradizione e modernità
Il tema principale della commedia è il contrasto tra tradizione e modernità, rappresentato dai quattro rusteghi che cercano di imporre le loro usanze tradizionali sulle mogli e di evitare qualsiasi relazione con estranei.
Questo contrasto si manifesta nel conflitto tra le aspirazioni dei giovani (Filippetto e Lucietta) e le imposizioni degli adulti (i rusteghi), creando una tensione che attraversa tutta l'opera. La risoluzione finale, grazie all'intervento di Felicia, dimostra che è possibile trovare un equilibrio tra tradizione e modernità.
Il tema riflette anche la condizione sociale delle donne dell'epoca, che erano spesso sottomesse alle regole imposte dai mariti, ma che potevano anche trovare modi per resistere e per affermare la propria volontà, come dimostra Felicia con la sua abilità retorica.
L'eredità teatrale e culturale
L'opera rappresenta un momento cruciale nella riforma teatrale di Goldoni, che segna il passaggio dalla Commedia dell'Arte al teatro di carattere, creando personaggi più complessi e sfaccettati che riflettono la realtà contemporanea.
L'eredità teatrale e culturale dell'opera continua a influenzare il teatro italiano ed europeo, creando un modello di commedia che unisce tradizione e innovazione, e che rappresenta la società nelle sue varie sfaccettature umane.
La commedia riflette anche l'attenzione di Goldoni per la lingua popolare e per la rappresentazione autentica della società veneziana, creando un'opera che continua a essere rappresentata e studiata per la sua importanza nella storia del teatro italiano.
Conclusione
I Rusteghi rappresenta una commedia fondamentale di Carlo Goldoni, che segna il passaggio dalla Commedia dell'Arte al teatro di carattere. La trama ruota attorno a quattro uomini, i "rusteghi", che cercano di mantenere le tradizioni imponendo rigide regole domestiche alle loro mogli. Il conflitto principale nasce dal desiderio di Filippetto di incontrare la sua promessa sposa Lucietta prima del loro matrimonio combinato. L'opera mette in luce la varietà dei personaggi, rompendo con gli stereotipi della Commedia dell'Arte per mostrare diverse personalità e sfaccettature umane. La risoluzione finale, grazie all'intervento di Felicia, dimostra che è possibile trovare un equilibrio tra tradizione e modernità, creando un'opera che continua a essere rappresentata e studiata per la sua importanza nella storia del teatro italiano.
