Riflessioni di Foscolo tra amore, morte e delusione politica
Le riflessioni di Ugo Foscolo tra amore, morte e delusione politica attraversano le sue opere principali, dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis ai Sepolcri. Il trattato di Campoformio, che sancì la cessione di Venezia all'Austria, segna una profonda delusione politica che si riflette nell'opera foscoliana. L'amore impossibile tra Jacopo e Teresa, la meditazione sulla morte nei sonetti, e il valore civile delle tombe nei Sepolcri rappresentano i temi centrali della poetica foscoliana, intrecciati con la nostalgia per la patria e la ricerca di valori eterni nella memoria.
Il trattato di Campoformio e la delusione politica
Le Ultime lettere di Jacopo Ortis riflettono la delusione politica di Foscolo dopo il trattato di Campoformio, che sancì la cessione di Venezia all'Austria. Nei giorni del trattato, Iacopo si reca sui colli euganei per sottrarsi alle persecuzioni dei francesi per i suoi ideali.
Napoleone cedendo Venezia pone fine alla libertà secolare della città, ritornando quindi il tema politico e cioè la delusione politica. Il sacrificio della nostra patria è consumato: la presenza di Lorenzo Alderani è ridotta al minimo nel testo, non commenta mai le singole lettere e interviene esclusivamente in presenza di missive frammentarie o senza data.
Scritta l'indomani del trattato di Campoformio, l'opera implicava un'accesa condanna del tradimento diplomatico francese, riflettendo la delusione di Foscolo per il fallimento degli ideali rivoluzionari e per la perdita della libertà di Venezia.
L'amore impossibile di Iacopo e Teresa
La donna amata, Teresa, è la figlia del vicino di casa di Iacopo sui colli euganei dove si è rifugiato. Tra i due ragazzi nasce subito una sincera e aperta amicizia: Iacopo si innamora di lei e Teresa a sua volta trova qualcuno a cui confidare le proprie pene e mitigare la tristezza per la decisione del padre di farla sposare un uomo che non ama, Odoardo.
La relazione tra Jacopo e Teresa rappresenta un amore impossibile, intralciato dalle convenzioni sociali e dalla decisione imposta dal padre di Teresa. Nella prima lettera narra all'amico di aver conosciuto Teresa, nella seconda di esserne già innamorato descrivendo un incontro avvenuto con lei.
Questo amore impossibile diventa metafora della condizione esistenziale di Iacopo, che non può realizzare né i suoi ideali politici né i suoi sentimenti amorosi, trovandosi prigioniero di una realtà che nega ogni possibilità di felicità.
L'incontro con Parini e le riflessioni sull'Italia
Nel 1798 il giovane Ortis è a Milano dove incontra Parini pochi giorni prima della morte del vecchio poeta (1799). Parte da qui una profonda riflessione sulle proprie aspirazioni e sulle possibilità di realizzarle, sul futuro stesso dell'Italia, che il colloquio con Parini apre a prospettive di profonda meditazione.
Nell'incontro di Iacopo con Parini si rispecchia Foscolo e la sua vita in quanto anche lui incontrò Parini e lo ricorderà nei Sepolcri. Questo incontro rappresenta un momento di passaggio, dove il giovane poeta riceve l'insegnamento del maestro e riflette sulla condizione storica e culturale dell'Italia.
L'incontro stimola in Iacopo una riflessione sulle aspirazioni personali e sul futuro dell'Italia, aprendo prospettive di meditazione sulla condizione storica e culturale del paese, sulla possibilità di realizzare i propri ideali in un contesto di delusione politica e di decadenza morale.
Alla Sera: meditazione sulla morte
"Alla Sera" è uno degli ultimi sonetti scritti da Foscolo, inserito nella prima edizione milanese delle poesie insieme a Zacinto, alla musa e all'ode "all'amica risanata". Vi si esalta la sera come momento di pace e di riflessione dopo le ore tumultuose del giorno, metafora della stagione della maturità e della meditazione dopo gli anni giovanili.
Sono presenti i motivi della morte; della delusione storica; degli affanni, dell'inquietudine, della delusione della morte come nulla eterno, l'immagine fatale della sera, il reo tempo che per Ugo rappresenta l'epoca di delusione: storica, degli ideali e nazione.
Anche se il motivo della morte ne costituisce il centro semantico, il fascino del sonetto sta nel suo carattere indefinito: la sera è miracolo quotidiano, capace di placare momentaneamente l'animo inquieto del poeta, di scendere in lui occupando soavemente con dolcezza le secrete vie del suo cuore.
A Zacinto: nostalgia per la patria
"A Zacinto" è il più noto dei sonetti foscoliani, 1802-1803, pubblicato nell'edizione milanese delle poesie. Il poeta rievoca l'isola greca nella quale nacque e trascorse la prima infanzia, su quel luogo si concentra una nostalgia che non potrà mai essere appagata.
Da né fino a Ulisse è un lungo periodo sintattico continuo e scorrevole, fluido, dove rievoca la sua terra e la sua bellezza, rievoca la classicità e l'antica poesia in particolare Omero che è quella poesia a cui Foscolo si richiama usando Omero.
Nell'ultima strofa il ritmo è più spezzato e al contempo più drammatico. Esalta la consapevolezza dell'esilio, un motivo doloroso. Attuando una composizione ad anello: ring composition, il sonetto si chiude tornando al tema iniziale, creando un effetto di circolarità che riflette l'impossibilità del ritorno.
In morte del fratello Giovanni: dialogo con i defunti
"In morte del fratello Giovanni" tratta il motivo della morte vista come approdo come porto, e degli affetti famigliari, il sepolcro inteso come mezzo per ricreare un dialogo con i defunti (illusorio), segue la corrente del materialismo riprendendo da Epicuro e da Lucrezio.
Vi è un universo meccanico: la nascita, la trasformazione e la morte, dove tutto è materia in un incessante continuo, non ammette sostanze che trascendano la materia ad esempio dio, con la morte tutto finisce, questo però non gli basta come vedremo sosterrà il ricordo/la memoria, l'illusione.
Il suo ritorno in patria e la sua sepoltura non si realizzerà mai invece si avvererà il suo desiderio perché i suoi resti saranno portati a Firenze nella chiesa di Santa Croce. Riprendendo da Orazio le cure cioè i neri affanni profondi, l'inquietudine, la tristezza e la malinconia.
All'ombra dei cipressi: il valore delle tombe
"All'ombra dei cipressi" e dentro l'urne fa parte dei Sepolcri. In questi primi 90 versi del carme venne affermata l'importanza ideale delle tombe e della religione e si apre la polemica contro l'editto di Saint-Cloud.
Negli ultimi versi la celebrazione di Parini introduce il motivo: il valore pubblico, civile e morale delle "urne de' forti". Endecasillabi sciolti cioè non sono legate da rime, sintassi varia: semplice e breve e complessa ed elaborata.
Seppure il dialogo è illusorio, il defunto può continuare a vivere nel ricordo dei suoi cari a livello privato e famigliare. Il sepolcro è anche un ruolo in cui si conserva la memoria dei grandi del passato, di coloro che hanno compiuto grandi cose e degli uomini che anche possono trarne ispirazione per compiere a loro volta grandi imprese.
Il culto dei morti e la civiltà
"Dal dì che nozze e tribunali" ed are: il culto dei morti è stato uno dei momenti fondamentali del passaggio dallo stato ferino a forme di civilizzazione. Foscolo parla dei riti funebri presso gli antichi, ai quali contrappone polemicamente l'immagine macabra e terrorizzante che della morte offrivano i riti del cristianesimo medievale.
L'uso degli antichi di fare dei cimiteri luoghi gradevoli e ariosi che esprimevano un atteggiamento di serena accettazione della morte rivive nei contemporanei cimiteri inglesi, dove fanciulle vanno volentieri, non solo per ricordare le persone care ma anche per pregare in favore della patria e dei suoi eroi.
Questa funzione civile dei cimiteri non ha senso laddove la vita civile è priva di eroismo e di valori, come nell'Italia contemporanea. Alla debolezza e alla corruzione dei suoi concittadini, il poeta contrappone il desiderio che la sua tomba un giorno quella di un eroe della libertà, di un uomo da additare a modello di coerenza e coraggio.
La memoria e l'illusione
In apertura il poeta si chiede se una pietra tombale possa aiutare a rendere meno dura la morte e se possa sostituire la perdita della vita, la bellezza del mondo naturale, l'attesa del futuro, il colloquio con le persone care. Non è possibile sottrarsi alla dolorosa verità: con la morte la speranza si estingue, il tempo e l'oblio travolgono la nostra individualità confondendola nella materia dell'universo e nulla resta a noi.
Ma perché privarci dell'illusione di poter avvertire la presenza dei defunti amati andando a visitarne la tomba, coltivandone il ricordo? Sulla tomba è possibile rivivere l'amicizia che ci ha legato a una persona cara. La sepoltura non significa nulla solo per chi nella vita non ha saputo dare né ricevere amore: nessuno lo rimpiange e la sua tomba rimane negletta e abbandonata.
Eppure ora una legge impone che le tombe dei buoni e dei malvagi siano eguali e le allontana dalla vista dei cari: così il grande poeta Parini giace dimenticato in una fossa comune, forse in compagnia di un ladro o di un assassino. La memoria diventa così l'unico modo per resistere all'oblio e alla morte, per mantenere vivi i valori e gli ideali che altrimenti sarebbero destinati a scomparire.
Il materialismo e la ricerca di valori eterni
Foscolo segue la corrente del materialismo riprendendo da Epicuro e da Lucrezio, ammettendo un universo meccanico dove tutto è materia in un incessante continuo. Con la morte tutto finisce, ma questo materialismo non gli basta: sostiene il ricordo, la memoria, l'illusione come unico modo per resistere all'oblio.
La poesia e la memoria diventano così strumenti per sopravvivere alla morte, per mantenere vivi i valori e gli ideali che altrimenti sarebbero destinati a scomparire. Il sepolcro diventa luogo di memoria e di ispirazione, dove i grandi del passato continuano a vivere nel ricordo delle generazioni future.
Questa ricerca di valori eterni riflette la condizione esistenziale di Foscolo, che non può accettare la morte come nulla assoluto, ma cerca nella memoria e nella poesia un modo per resistere all'oblio e per mantenere vivi gli ideali di libertà, di amore e di bellezza che altrimenti sarebbero destinati a scomparire.
Conclusione
Le riflessioni di Ugo Foscolo tra amore, morte e delusione politica attraversano le sue opere principali, creando un intreccio tematico che riflette la condizione esistenziale del poeta. Il trattato di Campoformio segna una profonda delusione politica che si riflette nell'amore impossibile tra Jacopo e Teresa e nella meditazione sulla morte. I sonetti esplorano la nostalgia per la patria e il dialogo con i defunti, mentre i Sepolcri attribuiscono alle tombe un valore civile e morale, come luoghi di memoria e ispirazione. Nonostante il materialismo che ammette la morte come nulla assoluto, Foscolo sostiene il ricordo, la memoria e l'illusione come unico modo per resistere all'oblio e per mantenere vivi i valori e gli ideali che altrimenti sarebbero destinati a scomparire. La poesia diventa così strumento di sopravvivenza, che permette ai grandi del passato di continuare a vivere nel ricordo delle generazioni future.
